«Coalizioni dal basso per un’alternativa al sistema ecocida e mercificante»

11 Set

All’Università di Ferrara si è svolta la quinta edizione del Symposium on Social Transition and Climate Change. Un’importante occasione di confronto tra esperti, studiosi e attivisti della società civile. Tema della due giorni, come uscire dal capitalismo e dalla sua crisi climatica e sociale attraverso forme di cooperazione e solidarietà

di Andrea Musacci

Lottare contro crisi ecologica e crisi sociale «costruendo coalizioni tra movimenti, reti e associazioni», evitando tanto l’irrilevanza e la mera testimonianza quanto l’istituzionalizzazione fine a sé stessa. E «costruendo una scala politica tra problema locale e trasformazione generale», che le unisca in un’ottica collettiva. Sono, queste, alcune delle proposte e delle prospettive emerse dall’intenso dibattito della due giorni sul tema “Giustizia climatica e giustizia sociale tra guerre, autoritarismi e crisi della democrazia”. Luogo, la sede del Dipartimento di Studi Umanistici in via Paradiso a Ferrara, per l’iniziativa organizzata dall’Associazione “Abitare il mondo” e dal Gruppo di lavoro “SPE Sviluppo Sostenibile e Transizioni Sociali” insieme a UniFe. Si tratta della quinta edizione dell’annuale Symposium on Social Transition and Climate Change nato a Gaeta nel giugno 2022. Oltre a singoli esperti ed attivisti, hanno partecipato ai lavori Rete Pace Ferrara, Forum Ferrara Partecipata, Italia Nostra, IBO Italia, ANPI Ferrara, Legambiente. In totale, oltre 50 i presenti. La prolusione è spettata al nostro Arcivescovo mons. Gian Carlo Perego.

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La guerra a due passi da Ferrara: quali armi passano per il porto di Ravenna?

11 Set
A large number of shipping containers in a busy cargo port. Original public domain image from Wikimedia Commons

La battaglia portata avanti dalla giornalista Maggiori, dall’avv. Maestri e da un Coordinamento cittadino per la trasparenza sulle armi che transitano per il porto bizantino. Le gravissime parole dell’Avvocatura di Stato sull’Italia in guerra e la cronistoria della lotta di un intero territorio (e non solo)

di Andrea Musacci 

A un’ora e mezza di auto da Ferrara, un porto rilevante da anni è al centro dell’attenzione del mondo pacifista per il traffico di armi diretto all’estero, Israele compreso. Una questione portata avanti in particolare dalla giornalista Linda Maggiori, assistita dall’avv. Andrea Maestri del Foro di Ravenna, e dal “Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna”.

Il porto di Ravenna nei primi sei mesi del 2026 ha registrato lo scalo di oltre 14 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 (ca. 785 mila tonnellate in più). Quest’anno gli sbarchi hanno raggiunto oltre 12 milioni di tonnellate, mentre gli imbarchi ca. 1 milione e 600mila. Porto che è, purtroppo, anche in crescita per le crociere: nei primi sei mesi del 2026 il Terminal Crociere di Ravenna ha registrato 37 scali, otto in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Tornando al traffico di armi, Maggiori a inizio 2026 ha presentato un’istanza di accesso civico generalizzato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ravennate per conoscere i quantitativi di materiale bellico e armamenti transitati per lo scalo ravennate nel 2025. Agenzia che, però, si è rifiutata di fornire i dati.

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Grattacielo, il grande silenzio: chi si ricorda degli sfollati?

11 Set

Quelle figlie e quei figli di Ferrara costretti a pagare un altro oneroso affitto, a dormire su divani altrui, in macchina, nei dormitori. Oppure a cambiare città, a lasciare l’Italia. A strappare legami, affetti. L’ombra di chi non ha agito (e avrebbe dovuto e potuto) e la luce di chi ancora lotta e spera

di Andrea Musacci

Otto mesi fa il Grattacielo era ridondante di voci, di incontri, di conflitti. Otto mesi fa le sue torri brulicavano di vita, intrecci ed energie. Di amicizie, incomprensioni e contaminazioni. Poi, da un principio di incendio il pretesto delle autorità che governano Ferrara per eliminare tutto ciò. Per spegnere e disperdere, slegare e disinnescare. Per tornare con violenza a demonizzare un luogo sì pieno di contraddizioni e di ombre ma anche ricco di luce.

Ora, quelle ombre dominano gli spazi vuoti, gli echi. E non sono le ombre dei conflitti, della difficile inclusione, ma dell’indifferenza. Il degrado è il frutto di questo grande oblio, dell’assenza. La mancanza di occhi (ricordate quelli dalle finestre ideati da Anna Rossi?) e di corpi convive con l’incuria colpevole di quel potere che ha abbandonato le sue figlie e i suoi figli, quelle famiglie, quei bambini e quegli anziani bisognosi di particolare cura.

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Ferrara Buskers Festival, bene comune sempre più mercificato

27 Ago

Per la quinta volta in sette anni l’iniziativa artistica è a pagamento con la conseguente recinzione (vigilata) del centro cittadino. Ecco perché questa chiusura si sposa con la sua definitiva commercializzazione. E come in questo c’entrino il marketing, un outlet, Hera e Ticketmaster…

di Andrea Musacci

«Un altro mondo è ancora possibile, vieni a sentire come suona»: così recitava l’invito per la conferenza stampa di presentazione del Ferrara Buskers Festival (FBF) 2026 con il lancio dell’iniziativa “Eco-Jungle”. Slogan che ne richiama un altro, quello del grande movimento di protesta e d’alternativa altermondialista contro il G8 di Genova del 2001.

Mi chiedo cosa ci sia d’alternativo nel proporre, anche quest’anno, il buskers festival a pagamento quando per sua natura dovrebbe essere libero e gratuito. Cosa ci sia d’alternativo nella privatizzazione di un evento e del centro storico per giorni, sequestrato con tanto di vigilantes privati a controllarne i varchi d’accesso. Ogni giorno, per entrare nell’area occupata dal festival, bisognerà sborsare 12 euro, con abbonamento per cinque sere a 25 euro (ingresso gratuito per under 13 e persone con disabilità). È la quinta volta che accade a Ferrara, dopo le edizioni del 2020, 2021, 2024 e 2025.

D’altronde, nel 2024 in un’intervista a Ferrara Today Rebecca Bottoni, direttrice artistica del FBF, giustificava anche in questo modo l’introduzione del biglietto a pagamento: «Serve un pubblico che sia realmente interessato: gli 11 euro sono il prezzo minimo per evitare che la gente sia distratta»…

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Donne nascoste, escluse, non curate, fustigate: ecco l’inferno afghano

27 Ago

Il racconto dettagliato di Francesca Borciani, giovane ferrarese, che abbiamo incontrato ieri, 25 agosto, in centro a Ferrara in occasione del sit in organizzato da Rete Pace

di Andrea Musacci

«L’Afghanistan oggi è una distopia per le donne. Lì ho visto una chiusura e un livello di violenza inimmaginabili». Così Francesca Borciani, 28 anni, ieri a Ferrara (sua città d’origine) ha raccontato la propria esperienza in uno dei Paesi più dimenticati. L’occasione, il sit in settimanale organizzato da Rete Pace davanti alla Cattedrale. Oltre a Borciani e ad alcune letture, sul tema Afghanistan è intervenuta anche Alessandra Annoni, docente ordinaria di Diritto internazionale al Dipartimento di Giurisprudenza di UniFe. Il suo intervento lo pubblicheremo domani in versione integrale qui sul nostro sito.

Borciani dall’Afghanistan è tornata venerdì scorso, dove ha svolto il ruolo di Field procurement manager (responsabile degli acquisti e delle forniture per gli ospedali) a partire da settembre 2025. Stesso ruolo che in passato ha ricoperto in Sierra Leone, Uganda e Sudan, dopo essersi laureata alla Bocconi e aver fatto alcune esperienze lavorative in Italia.

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Palestina, «vi racconto la mia esperienza tra resistenza e spirito di comunità»

27 Ago

Alessia Morea racconta a “La Voce” i due anni vissuti a Betlemme, dove ha insegnato a bambine e bambini, seminaristi e postulanti francescani. Lì, terra d’incontro tra cristiani e musulmani, la sua vita è cambiata. Ecco la sua narrazione tra educazione, spiritualità e condivisione

di Andrea Musacci

L’indignazione che non diventa mai odio. La parola combattiva che non si chiude mai a nuove vie, all’incontro con l’altro. Un forte sentimento di riconoscenza nei confronti del popolo palestinese e un innato senso della prossimità e della condivisione. Possiamo delineare così la personalità di Alessia Morea, 29 anni, da un mese a Ferrara per un progetto educativo per stranieri; ma io, appunto, la incontro per farmi raccontare i due anni vissuti a Betlemme, città a maggioranza musulmana ma con una consistente minoranza cristiana (cattolica, ortodossa e di altre confessioni).

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Andy Warhol e Cristo: storia di una fede custodita nel cuore

24 Lug

Per alcuni mesi Palazzo dei Diamanti ha ospitato la mostra dell’esponente della Pop Art. Ma non si è affrontata la sua profonda spiritualità: ecco il suo rapporto col cristianesimo e una meditazione tra nichilismo e identità, effimero e sacro

di Andrea Musacci

Le opere di Andy Warhol hanno da poco lasciato le sale del Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Fino al 19 luglio, infatti, la nostra città ha ospitato la mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen, a 50 anni dalla storica esposizione del 1975-76 con protagoniste drag queen afro e latinoamericane e altre immagini divenute nel tempo iconiche.

Ma qui vogliamo proporre alcuni spunti di riflessione che vadano oltre la contingenza espositiva e cerchino di indagare il rapporto di Warhol, celeberrimo interprete della Pop Art, con la fede cristiana ereditata dalla madre Júlia Justína Zavacká.

Andrej Warhola (questo il suo vero nome) nasce il 6 agosto 1928 a Pittsburgh da una famiglia di immigrati cecoslovacchi (era il più giovane di tre figli) e muore a New York il 22 febbraio 1987…

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(Foto: Walter Mori – gettyimages.co.uk – Wikipedia)

I mostri stan tornando…: ¡Horripilante! il 1° luglio alla Galleria del Carbone

30 Giu

Non prendete impegni per mercoledì 1° luglio: alle ore 18.30 nella Galleria del Carbone di Ferrara (via Vignatagliata, 41) ci sarà la seconda presentazione del libro ¡Horripilante! 30 (+1) creature orribili del quotidiano, con illustrazioni di Marcello Carrà e testi miei.

Per l’occasione, io e Marcello verremo intervistati da Lucia Boni e sarà possibile acquistare il libro. Patrizio Fergnani leggerà alcuni brani dei mostri…

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Ispirato, alla lontana, all’Historia monstrorum (1642) di Ulisse Aldrovandi, ¡Horripilante! è un piccolo inventario di mostri contemporanei, 30 (+1) esemplari delle centinaia che affollano le nostre realtà quotidiane.

Fra i mostri dell’orrida galleria, i lettori hanno – ad esempio – modo di conoscere Il 100% identitario, L’influencer totale, Il monopattinense, Il sushi-dipendente, Lo speculatore finanziario

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GLI AUTORI

Marcello Carrà (1976), è disegnatore e pittore con all’attivo diverse mostre personali. Lo scorso dicembre ha pubblicato il suo libro Incubus (ed. La Nave di Teseo).

Andrea Musacci (1983), giornalista e scrittore, lavora per La Voce di Ferrara-Comacchio e collabora con varie testate, fra cui Avvenire, Periscopio e Filo Mag.

Balbo capo dei fascisti che uccisero don Minzoni. Perché omaggiarlo?

28 Giu

Il 2 luglio in piazza Municipale a Ferrara l’apertura del “Festival delle Città Identitarie” con un omaggio allo squadrista e colonialista di Quartesana. Ecco le sue responsabilità nel brutale omicidio del parroco di Argenta

«Ci prepariamo alla lotta tenacemente e con un’arma che per noi è sacra e divina, quella dei primi cristiani: preghiera e bontà. Ritirarmi sarebbe rinunciare ad una missione troppo sacra. A cuore aperto, con la preghiera che spero mai si spegnerà sul mio labbro per i miei persecutori, attendo la bufera, la persecuzione, forse la morte per il trionfo della causa di Cristo (…). La religione non ammette servilismi, ma il martirio».

(Don Giovanni Minzoni, dalla sua lettera a don Giovanni Mesini, agosto 1923)

di Andrea Musacci

È possibile omaggiare un picchiatore fascista, responsabile morale e politico di omicidi e violenze inaudite su contadini, oppositori politici e non solo? A Ferrara sì.

È ciò che viene fatto – con Italo Balbo – in occasione della 12^ edizione del “Festival delle Città Identitarie” in programma nel Municipio, nella sua piazza e in Sala Estense il 2, 4 e 5 luglio. Una rassegna che mette assieme Ariosto e Antonioni, Lucrezia Borgia e Vancini. E, appunto, Balbo. Colui che seminò il terrore, per anni, nel Ferrarese.

La sera del 2 luglio sarà proprio il direttore del Festival, Edoardo Sylos Labini, a portarci – scrivono gli organizzatori – «in viaggio dalla corte estense rinascimentale fino al grande cinema del ‘900: da Lucrezia Borgia passando per Italo Balbo fino a Michelangelo Antonioni».

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Ferrara Summer Festival avanti fra disagi, speculazioni e ipocrisie

23 Giu

PIAZZA ARIOSTEA. Il TAR non sospende i concerti nonostante le irregolarità e i disturbi. Inoltre, vi raccontiamo l’ipocrisia degli organizzatori su decoro e inquinamento acustico, vi riportiamo la testimonianza di una residente di 94 anni e vi spieghiamo le speculazioni su cibo e acqua

di Andrea Musacci

Lo scorso 13 giugno ha preso avvio il Ferrara Summer Festival (FSF) ma non si arrestano le polemiche e le azioni legali da parte di decine di residenti, delle quali abbiamo parlato nei precedenti numeri. Il 15 giugno è arrivata, però, dal TAR una doccia fredda: il Tribunale regionale ha respinto la loro richiesta di sospensiva urgente, rimandando la discussione all’udienza collegiale fissata per l’8 luglio. Ricordiamo che il Festival prevede lo svolgimento di ben 21 concerti, l’ultimo il 26 luglio, senza contare i periodi (non brevi) di preparazione, prima, e di smontaggio, poi, delle strutture.

«TROPPI SOLDI IN BALLO, NON POSSIAMO BLOCCARE»

Nel documento il TAR ignora tutte le irregolarità formali e sostanziali da parte degli organizzatori – l’Associazione Butterfly – e del Comune di Ferrara, “giustificandole” così: «considerato che l’amministrazione comunale ha avviato già da tempo la programmazione e l’organizzazione del “Ferrara Summer Festival 2026”, manifestazione che, peraltro, si ripete annualmente, ed ha già a tal fine assunto rilevanti impegni, non solo economici, per la realizzazione del programma»…si decide di non bloccare la manifestazione.

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